Spesso le persone impegnate in una programmazione di allenamento hanno bisogno di stimoli, motivi che possano costantemente spingere ad andare avanti. Per la maggior parte delle persone allenarsi è un duro sacrificio per cui il Trainer di turno ha un arduo compito: incentivare le persone ad un costante impegno!

Non è cosa facile anzi….

Ma oltre alle parole che, ovviamente, sono fondamentali per ottenere partecipazione esiste un altro metodo che usa la valutazione corporea come forma di stimolo (o autostimolo).

Molti di voi (spero) hanno avuto l’opportunità, nel proprio centro fitness, di poter effettuare una valutazione corporea tramite esame plicometrico ma per chi non l’avesse mai fatta cerchiamo di dare una sintetica spiegazione.

Quando vogliamo andare oltre una basilare valutazione come quella dell’indice della massa corporea (B.M.I.) in cui si mettono in relazioni peso e altezza in modo da definire, su base statistica, una condizione di sovrapeso, sottopeso, o obesità viene usato, in assenza di macchine più precise, il plicometro (Fig. 1, modificata).

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  Fig. 1

Questo strumento, partendo dalla regola che esiste una correlazione tra grasso di deposito e grasso sottocutaneo, si presenta come una sorta di pinza arricchita di una scala millimetrata che permette di misurare un lembo di cute alla volta compreso del grasso (plica cutanea) di specifici punti corporei (Fig. 2, modificata).

    Fig. 2

I siti plicabili più usati sono:

  • tricipite (parte posteriore del braccio);
  • pettorale;
  • sottoscapolare;
  • soprailiaca;
  • addominale;
  • coscia (a metà);
  • polpaccio;

Ovviamente l’esecuzione deve essere fatta da un trainer formato ed esperto in quanto la rilevazione, per essere il più attendibile possibile, deve rispettare precise indicazioni esecutive (tutte le misure devono essere fatte sul lato destro del corpo, rispettare i siti precisi per effettuare la plica, ripetere la misurazione 2/3 volte e poi fare la media, ecc).

Ma questo articolo non parla di come usare la plicometria ai fini della composizione corporea ma bensì come sfruttarla per valutare un possibile miglioramento.

Allora vediamo come procedere.

Effettuare la sommatoria del valore della singola plica, possibilmente nel distretti suddetti, senza utilizzare tabelle di riferimento (questo ci esonererà da possibili errori rispetto al target considerato) prima di iniziare un programma di allenamento (poniamo sia 140 mm). Successivamente un dato periodo di allenamento (ipotizziamo 1 mese) effettuare di nuovo i rilevamenti negli stessi punti (poniamo si ottenga 120 mm).

Ecco con questi due valori si procederà nel seguente modo:

VALORE PLICHE PRE-ALLENAMENTO: 140 mm

VALORE PLICHE POST-ALLENAMENTO: 120 mm

1^ operazione: 140 mm – 120 mm/140mm = 0,142

2^ operazione: 0,142 x 100= 14, 28 (per difetto) 14%

Ecco quest’ultimo rappresenta il miglioramento in percentuale rispetto ai siti di misurazione considerati.

Significa che lo spessore della plica dei diversi punti considerati è migliorato del 14 % (NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LA % DI GRASSO CORPOREA, SONO DUE DATI DIFFERENTI).

Questo è un indice di miglioramento!!!!!

 

 

Staff SaluteAttiva.com 

 

 

 

 

 

Bibliografia e Sitografia

  • http://www.bodybuilding.it/accu-measure-fitness-3000-accufitness-acf-accumeasure;
  • Alimentazione & Composizione Corporea 2.0, Claudio Suardi, Orazio Paternò, Sporting Club Leonardo Da Vinci Sr.l., 2015;