Di macchine in palestra o nei centri Fitness se ne trovano tante ma spesso non tutte assolvono “perfettamente” allo loro scopo.

Una di queste è il Multipower detto anche Smith Machine. In teoria (ma molto in teoria!) nasce come macchina dalle molteplici possibilità d’utilizzo; difatti si può passare dallo Squat allo Stacco oppure dalla Panca al Lento senza grossi problemi logistici (volendo sono possibili anche altri esercizi). 

In teoria è cosi ma in pratica la scelta di utilizzarla porta con se un grosso, enorme problema.

Vi state domandando quale sia il problema? vi accontento subito!

Ogni esercizio “adattato” su  questo attrezzo è inevitabilmente indirizzato ad una scorretta esecuzione per non dire pericolosa.

Vediamo di dare un senso a quest’ultima frase andando più nel dettaglio elencando i difetti più evidenti di questo attrezzo, che sono:

– biomeccanici;

– propriocettivi;

– di attivazione muscolare.

Iniziamo dal primo. Quelli biomeccanici, i più importanti, derivano dal fatto che la macchina in questione, durante il suo utilizzo, segue un movimento guidato, meglio dire lineare, che obbliga, l’esecutore, ad effettuare esercizi che non assecondano le curve e le traiettorie che, naturalmente, ogni essere umano esegue in ogni suo movimento. Tale forzatura va contro la corretta fisiologia che tutti i distretti corporei dovrebbe rispettare per rimanere in salute o quantomeno per non peggiorare. E’ questo il motivo che impedisce adattamenti e compensi artro-mio-fasciali causa, spesso, di diversi danni (legamentosi, muscolari o articolari) da esecuzione scorretta “obbligata”.  

Seconda classe di difetti sono quelli propriocettivi. E’ una condizione intimamente collegata ai difetti biomeccanici appena descritti. Il lavoro guidato svolto su questa macchina determina una minima attivazione dei muscoli stabilizzatori e sinergici profondi. Da ciò ne deriva una limitata acquisizione in termini di schema motorio corretto, con scarso o nessun “transfert” rispetto alla quotidianità e alla vita “motoria” reale (in sintesi quanto allenato in palestra non trova utilità funzionale nei gesti di tutti i giorni).

Ultima classe da chiarire, la terza, riguarda l’attivazione muscolare. Con questa macchina, per via delle alterate linee di carico e per movimenti non fisiologici si ottiene un’attivazione neuro-muscolare con un limitato coinvolgimento di unità motorie rispetto allo stesso esercizio svolto a eseguito con manubri o bilanciere. Reiterare in un continuo utilizzo del Multipower  porta, inevitabilmente,  ad un minor lavoro effettivo e ad un basso stimolo ipertrofico.

Volete un esempio pratico? Paragonate uno Squat libero con uno Squat al Multipower. Cosa si nota a colpo d’occhio? Il primo, libero, si esegue nel rispetto delle proprie, soggettive, libertà articolari e delle proprie capacità motorie (massima attivazione neuro-muscolare) inserendo, la dove necessario, dei compensi/adattamenti che, ad un trainer attento, possono solo dare utili indizi per bonificare l’esecuzione dell’esercizio. In più si ripete (e si migliora) un gesto che funzionalmente, nella vita quotidiana, viene ripetuto in altre occasioni o necessità.

Il secondo, vincolato, impone un gesto guidato senza permettere azioni di compenso, obbligando a posizioni pericolose (ginocchia in avanti e schiena diritta). Tale condizione sovraccarica, enormemente, la zona lombare, il bacino imponendo delle importanti sollecitazioni tensive ai legamenti crociati anteriori delle ginocchia. Si nota, purtroppo, un movimento tibio-tarsico (caviglia) innaturale (lavoro eccessivo in apertura rispetto alla sua corretta fisiologia). Non è funzionale in quanto vista l’anomala posizione non permette un oggettivo miglioramento dello schema motorio della funzionale accosciata spesso ripetuta nella vita reale.

Ora non voglio apparire come il nemico n°1 nel Multipower (anche se non la vivrei come un’offesa) ma i motivi sono molti per evitarlo o, ancora meglio, sostituirlo con gli stessi esercizi con pesi liberi.

Poi vi sentite dei nostalgici o, profondamente masochisti, utilizzatela pure, ma almeno abbiate l’accortezza di limitare il R.O.M. (l’esecuzione del gesto) al minimo indispensabile.

D.M.C. Staff SaluteAttiva